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Siamo in Assemblea Costituente il 5 marzo del 1947 quando il Costituente Renzo Laconi a nome dell’intera Assemblea prende la parola:
“Nello Stato Italiano non possono esservi poteri che siano sottratti al controllo delle istanze democratiche. Noi non possiamo ammettere che i giudici corpo qualificato alto e selezionato quanto si voglia, possano immettersi nel corpo della democrazia italiana. Non possiamo denominare uno Stato Democratico se al suo interno vi è un potere che non viene eletto dal Popolo. Leggiamo altri interventi avvenuti a più riprese, il 6 Novembre del 1947 di Alessandro Turco interventi che ci indicano i timori di una magistratura indipendente portandocene un esempio che li toccò profondamente.
“La funzione giurisdizionale come quella amministrativa non è funzione originaria, ma derivata ed è esercitata in nome del popolo che esercita democraticamente la sua sovranità”.
“Niente può mettere al sicuro il più giusto, il più puro, il più forte degli uomini dal
trovarsi impigliato, attore o vittima, in una macchinosa vicenda giudiziaria. Quale giudice voi preferireste per la tutela della vostra libertà, del vostro onore e dell’avvenire dei vostri figli?”.
“In altre Costituzioni il principio di elettività dei giudici è ammessa e riconosciuta come uno dei fondamenti del regime democratico”.
“Il Magistrato è soggetto alla legge che lo difende quando la legge difende, lo colpisce quando la legge colpisce. La sua sorte di fronte alla legge è quella del comune cittadino”.
“In questo clima democratico nel quale il potere è soltanto emanazione della sovranità popolare non si può parlare di potere giudiziario, se la Magistratura pretende nominarsi, promuoversi, auto-governarsi. Si definisca come si vuole, non si potrà sganciare dal “Unico Sovrano” che è il Popolo. Onde non può appellarsi potere un ordinamento che ha origine e natura diverse dai poteri fondamentali della Repubblica. Se invece tale potere giudiziario si nomina da sé e diventa autonomo in qual modo si lega agli organi che sono emanazione popolare? il potere legislativo e quello esecutivo sono in continua evoluzione e non nello stato di perenne fissità, oserei dire dogmatica e confessionale come il potere giudiziario. Badate onorevoli colleghi, che la dittatura non è rappresentata soltanto dagli uomini e dai partiti, la dittatura potrebbe essere rappresentata specialmente dal potere giudiziario. Ne abbiamo fatto ingrata e dolorosa esperienza quando il popolo affermava attraverso le urne il mutamento istituzionale dello Stato Italiano che passava dal monarcato alla repubblica, la repubblica si spegneva nella magra requisitoria di un procuratore generale e nella negazione di alcuni magistrati di Cassazione, ostili all’esempio di libertà e dei tempi nuovi” (Caso Massimo Pilotti, Procuratore Capo della Repubblica nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 1947)
