Teologia POLITICA – Stato costituzionale e Stato confessionale: fondamenti a confronto

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Cos’è la norma costituzionale, se non il sostituto laico della norma divina? E cos’è la Corte Costituzionale, se non il sostituto laico del Magistero della Chiesa?

E come tutti i surrogati, anche le Costituzioni hanno dell’inconsistente: che i princìpi etici propri di una civiltà ovvero scolpiti nelle coscienze di un intero popolo siano quelli scritti in un libro SACRO, sarebbe dopotutto lecito e comprensibile; ma pretenderli rivelati da un qualsiasi consesso di ideologi e filosofi, è chiaramente una balordaggine assoluta.

Pretendere che un gruppo di persone, in nessun modo più qualificate di una scolaresca universitaria particolarmente intelligente, possa dettare norme INVIOLABILI DALLE UMANE COSCIENZE, quasi che fosse loro scesa sul capo una sorta di pentecoste laica in virtù dell’ultimo esame all’ultima sessione di laurea in scienze politiche, sociali o psicologiche, è – oltre che un atto di superbia umana – un’autentica violenza ai posteri.

Ma dietro quello che all’apparenza sembrerebbe essere il prodotto della stupidità umana e nulla più, vi è qualcosa di più rilevante e prezioso, il cosiddetto Mandato Popolare.

Ora, quando si pretende (secondo l’insegnamento del giurista Kelsen) di porre la “Grundnorm” (cioè la norma costituzionale) a basamento di tutto l’ordinamento giuridico, si accetta implicitamente come parametro di valutazione del diritto sia positivo che naturale, la norma costituzionale stessa –  cioè una norma creata da uomini più o meno stolti e meschini – conferendo a degli stolti la facoltà di sindacare sul comportamento morale di altri stolti. Ma sia gli uni che gli altri conoscono benissimo la natura profonda del gioco cui stanno giocando, e solo alcuni tontoloni (quelli che non hanno mai aperto un libro di giurisprudenza) ci credono ancora! Tant’è vero che in tutte le scuole contemporanee del diritto, non si sente più parlare della distinzione tra legge giusta e legge ingiusta (ovvero la valutazione del diritto sotto il profilo etico), bensì l’unica distinzione ammessa è quella tra legge costituzionale e legge incostituzionale.

Tonti

Appare evidente che quanto resta potenzialmente in grado di sacralizzare ciò che in sé stesso è immondo e profano (Cartastraccia Costituzionale), è soltanto ed unicamente il Mandato Popolare, ciò che però sconvolge gli uomini di sinistra che vedono in ciò lo spettro del Populismo:

Le direttive UE e le decisioni della Commissione sono valide anche se non vi è dietro di esse alcun esplicito e puntuale voto popolare, perché vengono dalla più alta e sublime burocrazia europea e non possono non essere tecnicamente le migliori in sé!

by L’Euroinnamorato,
l’amante con la benda sugli occhi,
legato a letto, in attesa del piacere

La democratura o “tecnocrazia” ovvero l’eurosistema fu perciò conseguenza inevitabile della secolarizzazione della società che prima ha rimosso il Sacro dal suo fondamento giuridico, e poi l’unica cosa che poteva seppur pallidamente sostituirlo: un Mandato Popolare chiaro e direttissimo (e non di terza e quarta genitura alla moda di Eurolandia – io eleggo uno che elegge un altro che elegge un altro etc). 

In questo quadro, l’attuale, l’opinabilità delle leggi costituzionali, nazionali e sovranazionali, non è propriamente un reato, ma è reato farle passare come qualcosa di sacro e degno di rispetto per il solo fatto che sono state pubblicate in gazzetta.

Cari costituenti e ideologi di ogni risma, la vostra ragione professionale non legittima né sacralizza proprio nulla; a fondamento della etica politica ci deve essere qualcosa di stabile, di sicuro e di solenne come Dio, o, se proprio non vi piace, come il Popolo con la sua sovranità assoluta ed ogni sacrosanto, benedetto Populismo..

Pubblicato da

Alshain

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