Devozioni, culti

Una precisazione sul Culto dei Due Cuori d’Amore, Gesù e Maria

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Una sera a messa una suora davanti a me.

Sono abituato a vedere suore col copricapo bianco – girano dalle mie parti le figlie di Maria Ausiliatrice – ma questo mi appariva bianchissimo, quasi fosforescente. Avrei voluto chiederle quale detersivo per la lavatrice usasse, invece a fine messa mi limitai a chiederle soltanto a quale congregazione appartenesse, non avendola mai vista in parrocchia… in effetti, nonostante qualche iniziale tentennamento, feci molto bene ad importunarla prontamente… venne quell’unica volta lì!

La suora mi diede in risposta solo tre parole:

“Due Cuori d’Amore”

Le pronunciò con molta timida dolcezza, ed io ricambiai con altrettanta dolcezza, dissimulando però un senso di pietà per l’odierno proliferare di comunità religiose dai nomi più stravaganti, ipertrofici e ridondanti. Addirittura ora i cuori d’amore diventavano 2…

“Non era ovvio dopo secoli di predicazione? Gesù e Maria, sappiamo contare!” – dissi tra me e me

Nel voltarsi il mio sguardo cadde sulla cintura azzurra della suora.

Anche questa mi sembrò fosforescente. Le suore di Madre Teresa di Calcutta che usano la stessa coppia di colori, bianco e blu, non mi fecero mai lo stesso effetto.

A questo punto chiesi espressamente alla donna un cartaceo che esponesse informazioni su culto e congregazione, origine e devozione. Mi accontentò subito, notai che pronto in borsetta teneva un blocchetto serrato di volantini. Me ne diede soltanto uno.

Qui di seguito il riassunto.

La congregazione pare che al momento non abbia solide basi in Italia, trovandosi l’epicentro in Svizzera, la cui bandiera nazionale (croce bianca su sfondo rosso – il sangue di Cristo) richiama da vicino proprio il simbolo di questa congregazione (una croce bianca con tante gocce rosse intorno). Dietro alla sua fondazione vi è un vero è proprio mistico con tanto di rivelazioni, apparizioni, locuzioni e dettati del sempre adorabile e presente Gesù Cristo.

Naturalmente se parla Gesù Cristo, noi obbediamo. In genere se la devozione entrerebbe solo difficilmente nella testa della gente, basta caricarla di promesse e doni divini straordinari per coadiuvarne l’assorbimento sociale, ma in questo caso devo ammettere che non è la quantità e l’entità delle grazie assicurate dal Signore ad avermi convinto ad abbracciare questa devozione, quanto una intuizione sparsa tra le righe di essa, e da me colta nei seguenti termini:

GESÙ NON ERA SOLO
MARIA NON FU SOLA

Prima della lettura di questo brevissimo volantino, sapevo già che Maria stravedeva per suo Figlio e che il Figlio stravedeva per la madre, ma io ritenevo che – in quanto Dio l’uno ed Immacolata l’altra – in fondo fossero entrambi straordinariamente forti ed autonomi, indipendenti… single! Vedova l’una e celibe l’altro.

Ora non credo più che tali etichette siano appropriate per tali persone, nel senso che se Gesù ha voluto stabilire ufficialmente nel mondo la devozione ai ‘Due Cuori d’Amore’, sicuramente quei due si amarono di un amore simile a quello che unisce le comuni COPPIE, ma più grande, più intenso e più perfetto. Eppur purissimo!

Dopo aver letto questo volantino, non credo più che Dio ingiunga ai vedovi e agli zitelli, alle suore e alle nubili un triste, eroico, fiammante senso di rassegnazione. No no, Maria non provò questo! Gesù non provò questo!

Quei due si amarono! Letteralmente!

Essi superarono o forse non videro mai la difficoltà del celibato e del nubilato perché colmi già di un amore umanissimo e divinissimo, quello di Dio per la sua creatura e della creatura per il suo Dio, Padre e Figlio. Per quale fessura sarebbe potuto entrare nel loro cuore un altro amore, un amore impuro?

Quel volantino, dunque, ha cementato in me una certezza, riempito uno spazio, sradicato una malerba:

...non devo più necessariamente scavare e scavare ancora in me in cerca della forza che mi consentirà di vivere bene la solitudine, il celibato. Non lo devo fare. Gesù l'ha fatto? Beh, aveva Maria... Forse, come lui, devo e posso colmare il grande buco tra le grandi montagne del mio cuore non con un santo e largo deserto, locuste e miele selvatico, ma con un azzurro lago d'amore, spirituale e puro, dolce e sereno.

Lo troverò in Dio? Non lo so, ma se Maria e Gesù non furono mai soli davvero, significa che neppure noi lo dobbiamo essere! Chiederò quindi ai Due Cuori d’Amore un pò del loro Grande ed Umanissimo Amore quando mi sentirò solo – invece di ripetermi:

Eddai, sii forte e coraggioso, stare soli è divino…

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Alshain

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