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I cani sentono Gesù Eucaristia meglio degli uomini

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Padre Albert J. Byrne, in un articolo intitolato “Nature’s Evidence of the Real Presence” (“Una prova naturale della Presenza Reale”), racconta di un episodio quantomeno curioso, particolare, accaduto nel 1995, durante l’ultimo giorno di visita di San Giovanni Paolo II negli Stati Uniti.

Un programma fitto fra incontri istituzionali, visite apostoliche, preghiere e messe. Tutti volevano salutarlo, quando il Papa pensò di salutare prima Gesù Eucaristia in una cappella li vicino (quella del seminario “Santa Maria”). Immediatamente, i poliziotti e i responsabili della struttura si adoperarono per controllare i luoghi dove il Santo Padre stava per dirigersi, con attenzione particolare alla cappella.

I cani addestrati (quelli che aiutano a trovare le persone sotto le macerie di un terremoto) vennero impiegati per il controllo di eventuali malintenzionati nascosti in chiesa. Annusarono e controllarono tutto, guidati dalle forze dell’ordine e dai loro addestratori, finchè arrivarono davanti al tabernacolo che conserva le specie di Gesù Eucaristico.

Fra lo stupore e il sorriso di tutti, rimasero a guardare fisso verso l’Eucarestia, immobili e assorti allo stesso modo in cui facevano quando sotto le macerie fiutavano o percepivano la presenza di una persona.

Non volevano essere distolti. All’avvicinarsi dei loro addestratori, ringhiavano. Stavano avendo una visione o cos’altro? “Per loro, lì dentro c’era una persona nascosta” – racconta Padre Albert nel resoconto di quella giornata.

Solo dopo qualche minuto gli addestratori riuscirono a farli allontanare, ma ormai era chiaro: gli animali avevano capito che in quel tabernacolo c’era qualcosa di vivo. O qualcuno.

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Alshain

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